Sul divano, ai piedi del letto o semplicemente appoggiato su una poltrona, il plaid accompagna i momenti di relax ed entra a far parte dei nostri ambienti.
Quando arriva il momento di sceglierlo, però, colore e disegno sono solo una parte della decisione. La composizione, infatti, incide sulla morbidezza, sul calore, sul peso e sulla sensazione che il tessuto restituisce al tatto.
Conoscere le caratteristiche delle diverse fibre aiuta quindi a scegliere con maggiore consapevolezza e a capire perché plaid apparentemente simili possano essere, in realtà, molto diversi.

DA DOVE PARTIRE PER SCEGLIERE UN PLAID: LA COMPOSIZIONE
Leggere l’etichetta è un buon punto di partenza.
Lana, alpaca e cashmere hanno caratteristiche differenti e il modo in cui vengono utilizzate, da sole o insieme, contribuisce a definire il risultato finale.
Non è quindi soltanto la presenza di una fibra pregiata a determinare la qualità di un plaid. Contano la selezione delle materie prime, le loro proporzioni e la lavorazione del tessuto, che ne influenza la mano, il peso e la consistenza.
Per questo una composizione mista non rappresenta necessariamente un compromesso. Accostare fibre diverse permette, al contrario, di valorizzarne le caratteristiche e ottenere un preciso equilibrio.

LANA, ALPACA E CASHMERE: QUALI SONO LE DIFFERENZE?
La lana è una fibra naturalmente isolante, capace di trattenere il calore pur rimanendo traspirante. La sua naturale elasticità contribuisce a dare struttura al tessuto, anche se la sensazione finale può cambiare molto in base alla qualità della fibra e alla lavorazione.
L’alpaca si distingue per una mano morbida e setosa e per le sue proprietà isolanti. Permette infatti di trattenere il calore senza richiedere necessariamente tessuti molto pesanti e la sua naturale lucentezza dona alla superficie un aspetto particolarmente ricco.
Il cashmere è apprezzato soprattutto per la sua straordinaria morbidezza. Inserito in una composizione può contribuire a rendere la mano più delicata e piacevole.
Più che stabilire quale sia la fibra migliore, è quindi interessante capire quale sensazione si desidera ottenere e come fibre diverse possano lavorare insieme.


PERCHÉ SCEGLIERE UN PLAID COMPOSTO DA FIBRE DIVERSE?
Quando più fibre vengono unite nello stesso tessuto, significa che la composizione è stata studiata per ottenere un determinato risultato.
Una percentuale importante di lana, per esempio, può dare struttura e calore, mentre l’alpaca può contribuire alla morbidezza e alla capacità isolante. Il cashmere, utilizzato anche in percentuali più contenute, può rendere la mano ancora più delicata.
Anche il filato e la lavorazione contribuiscono al risultato finale: per questo due plaid che contengono le stesse fibre possono restituire sensazioni molto diverse.
La scelta diventa così molto personale: c’è chi preferisce una mano leggera e soffice e chi cerca invece una sensazione più corposa e avvolgente.
IL METODO FEELUM: STUDIARE LE COMPOSIZIONI
La ricerca sui materiali è alla base dei plaid Feelum, dove composizioni differenti danno vita a prodotti con caratteristiche e personalità diverse.
NUVOLA nasce dall'incontro tra alpaca, lana e cashmere. Una composizione che dà vita a un plaid soffice e avvolgente, dalla mano particolarmente morbida, completato da una piccola frangia alle estremità.

TEOREMA parte invece dall’incontro tra lana e cashmere. In questo caso alla ricerca sulla composizione si affianca quella sul colore: ampie campiture si incontrano lungo i bordi e costruiscono il disegno attraverso contrasti misurati.

Due interpretazioni dello stesso oggetto che mostrano quanto la scelta delle fibre, della lavorazione e del disegno possa modificarne completamente il carattere.
Scegliere un plaid significa quindi conoscere ciò che ne determina davvero il carattere. Non resta che trovare quello più adatto a noi e al nostro modo di vivere la casa.
A presto,
Martina

